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L’oasi Firenze verso l’anno “del grande sogno”. Sfumato Lodi, è caccia al terzino

Ultime ore di vacanza per la Fiorentina, che, ultima tra le squadre di serie A a ritornare al lavoro, riprenderà soltanto domani gli allenamenti al centro sportivo per preparare il derby contro il Livorno, in programma allo stadio Franchi sabato 5 gennaio alle 18. Con i labronici, Montella dovrebbe proporre il consueto 4-3-3, puntando in attacco su Cuadrado (al rientro dopo la squalifica), Rossi e la ritrovata verve di Ilicic. Non ci sarà Mario Gomez, rientrato nella giornata di ieri a Firenze e che oggi si sottoporrà ad un controllo per avere l’ok definitivo al reintegro in gruppo: se tutto andrà come previsto, il tedesco dovrebbe inserirsi tra i convocati per Torino-Fiorentina del 12 gennaio. E per la prima gara del 2014 resta in dubbio anche Gonzalo, out contro il Sassuolo per un lieve problema muscolare: Montella proverà a recuperarlo durante questi 5 giorni, ma se l’argentino non dovesse farcela sarebbe scontata la riconferma di Compper accanto a Savic al centro della difesa.

La Fiorentina è ancora incompleta, ci sono margini di crescita nonostante l’ottimo livello già raggiunto“. Parola di Vincenzo Montella, intervistato in esclusiva da ‘Sportmediaset’. Indubbio protagonista Pepito Rossi: “Si vede che è un genio del calcio. E’ un bravissimo ragazzo, disponibile con tutti, però arriva quasi sempre in ritardo. Di questo non è che sia molto felice…“. E alla domanda se abbia o meno fatto la pace con Mazzarri, Montella risponde così: “Non ci siamo sentiti e non ci sentiremo“.

Ogni anno che passa mi sento diverso ma comunque ancora ‘piccolo’ - continua il tecnico - La mia idea di gioco? Mi piace che la squadra provi sempre a fare la partita, talvolta a non riconoscere il rischio. Anche a me piacerebbe prendere meno gol e vincere più agevolmente: c’è qualcosa su cui lavorare“. Sul rapporto con gli arbitri: “Credo di essere molto rispettoso nei loro confronti. Perdere l’equilibrio qualche volta ci può stare“. In chiusura: “Io Ferguson della Fiorentina? Qui è un’oasi, ma tutto è legato ai risultati e tutto si può capovolgere“.

Insomma, in casa Fiorentina l’ottimismo è la parola d’ordine in queste ultime ore del 2013. Buon per il team viola, che si prepara ad affrontare un 2014 che si presenta decisamente come l’anno “del grande sogno”, quello della sfida decisiva per provare sul serio ad abbattere le barriere che separano la realtà dalle utopie o presunte tali. Vincere qualcosa di importante, in Europa o in Italia, consapevoli che non sarà facile e che ci sono regole finanziarie da rispettare, ma questo non deve escludere la voglia di provarci sul serio. Del resto il lavoro tecnico svolto fino a oggi e gli investimenti fatti dalla società proprio a questo mirano, a fare il salto definitivo. Se infatti il primo anno è stato quello del rilancio e il presente punta al consolidamento e alla definizione della personalità da grande squadra, il 2014 dovrà essere necessariamente l’anno in cui l’imperativo sarà riuscire ad acchiappare il sogno e portarlo qui, sulla terra di un gioco che gira e di un entusiasmo ritrovato. Un anno in definitiva che potrebbe svelare la verità su questo progetto fatto di passione, idee, fantasia e tanto tanto lavoro. E per il futuro immediato la Fiorentina ha due obiettivi dichiarati: il primo si chiama Europa League. Il concetto è: provare ad arrivare il più lontano possibile. Certo, il sorteggio non è stato benevolo, ma, se i pronostici tengono botta, c’è da scommettere che l’ottavo contro la Juventus potrebbe costituire una sorta di finale anticipata. A quel punto, tutto starà a vedere cosa conterà di più, se la fame notevole dei viola o la testa sgombra di preoccupazioni dei bianconeri (che, quando si giocherà la sfida, potrebbero ritrovarsi già con praticamente mezzo scudetto in tasca…). Se poi ci mettiamo anche la lotta per un posto in Champions, ovvero il secondo obiettivo dei gigliati, si preannuncia un marzo decisamente rovente. E mentalmente la Fiorentina dovrà arrivarci carica e piena di entusiasmo.

Ma non solo: servirà anche una squadra altamente competitiva, che sappia dire la sua in maniera adeguata in ogni reparto. Ecco perchè dunque gli operatori di mercato viola sono al lavoro febbrile in queste ore per dotare la rosa dei giusti rinforzi là dove servono.
L’obiettivo principale riguarda la difesa, dove Montella ha chiesto un terzino di spessore impiegabile in una difesa a 3. E con Roncaglia in uscita (offerta concreta del Boca Juniors), Pradè e Macia si stanno attivando per accontentarlo. Il nome più caldo è certamente quello di Mateo Musacchio: l’argentino piace molto, ma il Villarreal ha un’opzione sul contratto (in scadenza a giugno) per il prolungamento fino al 2018. Gli iberici chiedono una cifra non da poco, ma una soluzione si può sempre trovare: i rapporti con la Fiorentina sono ottimi e con 6-7 milioni la trattativa potrebbe imboccare già a gennaio la strada che porta a Firenze. In alternativa, si segue Danilo D’Ambrosio del Torino: il 25enne napoletano, anch’egli in scadenza di contratto, non ha un costo proibitivo (3 milioni) ma è ambito anche da Roma e Milan, con i giallorossi che hanno messo sul piatto uno tra Nico Lopez e Caprari e i rossoneri che offrono invece Constant. A stuzzicare anche il profilo di Mimmo Criscito: classe ’86, contratto fino al 2016 con lo Zenit di Spalletti e un sinistro naturale. L’idea è quella di uno scambio con Roncaglia, più un conguaglio di 4 mln in favore dei viola, ma pesa l’ingaggio di Criscito, che attualmente si aggira intorno ai 3 mln a stagione. La voglia di tornare in Italia però è tanta e chissà che non spinga l’ex Genoa a rivedere (al ribasso) le sue pretese. Tra gli altri nomi in scadenza monitorati, spiccano quelli di John Heitinga, 30enne olandese dell’Everton che può giocare anche al centro, e di Martin Montoya, 22enne prodotto del vivaio del Barcellona dal costo elevato (10 mln) ma che non ha ancora rinnovato col club blaugrana. Più defilati Sebastien Corchia del Sochaux (un classe ’90 in scadenza nel 2015 e che all’occorrenza può essere impiegato anche a sinistra) e Daryl Janmaat del Feyenoord (24 anni, costa 5 mln ed è già nel giro della nazionale orange). Infine, nelle ultime ore è spuntata anche la candidatura di Dusan Basta dell’Udinese: un nome che garantirebbe sicurezza e affidabilità e al quale l’affare Cuadrado potrebbe spianare la strada che porta in riva all’Arno.

A centrocampo, invece, dobbiamo registrare lo sfumare di uno dei principali obiettivi della Fiorentina per questo mercato di gennaio: Francesco Lodi ha infatti spiazzato tutti e ha deciso di tornare al Catania. Un’operazione lampo, sulla quale sembrava potessero esserci pochi margini, poi in serata la svolta, con il giocatore che ha posto la sua firma sul contratto e domani prenderà parte al suo primo allenamento con la casacca rossazzurra. Lodi era in comproprietà col Genoa, Preziosi ha detto no a Guarente e allora gli etnei riscatteranno entrambi i giocatori a fine stagione. A questo punto, tutto lascia presupporre che David Pizarro, dato tra i partenti già a gennaio e del quale proprio il regista napoletano avrebbe dovuto prendere il posto nello scacchiere di Montella, possa alla fine restare in maglia viola, almeno fino a fine anno. Resta sulla rampa d’uscita invece Bakic, che ha finora trovato poco spazio in questa formazione e che necessita della giusta continuità per mettersi in mostra: si lavora per un prestito in Serie B.