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La Juve a Cagliari per «scrivere un’altra pagina di storia»

Questione di grammatica: da comparativo di uguaglianza a comparativo di maggioranza, da “come” a “più”.
Adesso, la Juve di Conte è “come” quella di Capello (10 vittorie a cavallo di due stagioni, però: l’ultima del 2004/05 e le prime nove del 2005/06) e soprattutto come quella di Carcano (10 successi di fila, tra il 24° e 33° turno, nella primavera del 1932).
Domani, vuole essere di «più».

«Scriviamo un’altra pagina di storia, superiamo la Juve del quinquennio d’oro: i record sono fatti per essere battuti»: retorica a dosi enfatiche per Antonio Conte.
Che sente profumo di gloria e si lascia andare ad eccessi discorsivi anche nella conferenza pre-Cagliari.
Cagliari che praticamente due anni fa (15 gennaio 2012) bloccò allo Stadium (1-1 con reti di Cossu e Vucinic) la prima Juve del tecnico salentino sul nono successo consecutivo.
Due anni dopo, Conte arriva per la prima volta in Sardegna da allenatore bianconero: «Mi fa piacere tornare in una terra che amo come la Sardegna, anche se giocare davanti ad appena 5 mila spettatori sicuramente non è il massimo. Dispiace, perché la gente di Cagliari dovrebbe essere messa nelle condizioni di vedere la partita: mi auguro che questa situazione venga risolta quanto prima».

Davanti un pubblico ristretto, si esibirà la solita Juve, con la sola eccezione di Barzagli (squalificato) sostituito da Caceres («Sono sereno, perché Martin ha sempre disputato ottime partite quando è stato chiamato in causa») e con l’incognita Marchisio a centrocampo.
Dove tra i convocati torna Simone Pepe: «Prima il traguardo sembrava molto lontano, ma adesso sembra che Pepe abbia intrapreso la strada giusta per tornare. Sono contento per lui, perché so quanto ama giocare a calcio, ma anche per noi, che con Simone avremo una freccia in più al nostro arco»
Una convocazione in più per lo sfortunato esterno romano, 150mila euro in meno per Vidal: ignoti, la scorsa notte, si sono intrufolati nella sua abitazione sulla collina torinese ed hanno sottratto dalla cassaforte denaro (60mila) e monili in oro (per circa 90mila).

Sul campo, Arturo dovrà dimenticare lo spiacevole evento, così come la Juve il trionfo sulla Roma: «Quel successo è già stato messo da parte, cestinato come deve essere – assicura Conte – Domani sarebbe pericoloso pensare ancora alla vittoria contro i giallorossi. Buttiamoci anima e corpo sul match di Cagliari, cercando di dare continuità a quello che stiamo facendo. Sarà tutto più semplice se saremo consapevoli di affrontare un impegno probante, un campo ostico e una squadra che ci ha sempre dato del bel filo da torcere. Il Cagliari è roccioso, quadrato e dotato di bocche da fuoco importanti. L’anno scorso ci hanno fatto male con due ripartenze di Sau e Ibarbo, che con Pinilla, Cossu e Nenè formano un reparto d’attacco praticamente unico tra le squadre che lottano per la salvezza».
La Juve, invece, lotta per storia e Scudetto: «Quest’anno ci siamo superati, facendo meglio delle nove vittorie consecutive dell’anno scorso, serie poi interrotta proprio dal Cagliari. Ma i record sono fini a se stessi: raggiungere il traguardo finale è sicuramente più importante di qualsiasi primato».
Ma, intanto, ben venga «scrivere un’altra pagina di storia».