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Juve all’attacco del record con la difesa

Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini…
La filastrocca per il popolo bianconero sarà ancora questa per qualche anno.
La filastrocca di una difesa su cui la prima Juve vincente del dopo Calciopoli ha posto la base per i suoi successi, finora solo italiani.
Contro il Cagliari, nella sfida che potrebbe portare la squadra di Conte al record interno di 11 vittorie consecutive, domani, Barzagli (squalificato) verrà meno alla cantilena, sostituito da Caceres; Chiellini galopperà nella sua presenza numero 300+1 con la maglia della Juve; Buffon e Bonucci saranno ai loro posti, pilastri dell’asse centrale.
Ed intanto, questi ultimi, hanno parlato.

Come sempre non banale, il capitano, che non si è tirato indietro dinanzi all’ennesima domanda sul numero degli Scudetti: «Il fatto che ancora oggi siano in molti a insinuare il dubbio sulle nostre vittorie è un qualcosa che sotto certi aspetti mi fa piacere, perché significa che la Juve ha ricominciato a vincere e continua a spaventare gli avversari.
Come ho già detto, quello è l’alibi di chi non vince, la migliore giustificazione da dare ai propri tifosi. La Juve ha un po’ il ruolo del maggiordomo nei gialli. Di chi è la colpa? Sempre sua. E tutto questo, adesso che ho quasi 36 anni, non mi tocca, anzi mi rende orgoglioso».

Trentasei anni, di cui venti spesi sui campi di calcio a racimolare trofei e onori.
«Ma non sono per nulla appagato – ha garantito Buffon – Ho sempre voglia di una sfida nuova».
Rifermento manco tanto velato all’Europa League: «Quando partecipo a una competizione, ho sempre in mente di vincerla. L’ex Coppa Uefa ci darebbe una grande convinzione e uno spessore internazionale. La finale sarà a Torino, tra l’altro: dovesse succedere qualcosa di importante, allora vorrà dire che era destino».
Ma l’Europa è un discorso di febbraio, adesso c’è gennaio (mese statisticamente ostile alla Juve) da gestire: «La scorsa stagione, a cavallo tra Natale e il nuovo anno, avevamo una decina di punti vantaggio sulla seconda, poi in tutto gennaio facemmo 4-5 punti e il Napoli praticamente ci raggiunse. Forti di quell’esperienza, teniamo ben saldo il piede affondato sulla tavoletta».

Vuole sfrecciare pure a Cagliari, “Madama”, insomma.
«Servirà una grande Juve – ha avvertito Bonucci – Affronteremo una squadra che ha voglia di rivalsa e brava in contropiede con giocatori veloci come Ibarbo, Sau e Cossu».
Un squadra che la compagine di Conte va a trovare per la prima volta al “Sant’Elia”, cui il difensore è legato da un piacevole ricordo datato 14 maggio 2006: «Era l’ultima stagione con l’Inter ed entrai nel finale al posto di Solari. Giocai pochi minuti da terzino destro e ogni pallone che arrivava mi procurava un brivido. Sono ricordi bellissimi».
Dopo l’Inter, il Bari; dopo il Bari, la Juve; dopo la Juve?
«Non mi vedo con un’altra maglia – ha rivelato Bonucci – Sarebbe un onore chiudere qui la mia carriera»
Qui dove ha incontrato Conte, «un perfezionista che cura anche i minimi dettagli e che mi ha aiutato moltissimo a migliorare, anche solo nella postura del corpo».
Qui dove punta a tanti successi, «perché il nostro obiettivo minimo dev’essere uno soltanto. Vincere».
Domani, vorrebbe dire record.